Il bisso marino nell'antichità

Non si sa se l'antico bisso era di lino, di lana, di cotone, di seta. È certo che non era di bisso marino. Il termine bisso per i filamenti della Pinna nobilis è usato soltanto a partire dal 15 secolo.

È certo, tuttavia, che il bisso marino esisteva in tempi antichi, ma era parafrasato, o aveva altri nomi. Da qualche parte nell’area del Mediterraneo qualcuno utilizzò i filamenti della Pinna nobilis come materiale tessile. Dove esattamente? E quando? Non lo sappiamo. Dell'età del bronzo si trovano in Grecia, in Tessaglia e a Santorini, resti di conchiglie, tra cui la Pinna (Fischer 2007). Era solo cibo? Oppure i filamenti erano già stati utilizzati per tessuti? Forse i Fenici? Essi vissero 1000 anni prima di Cristo sulla costa orientale del Mediterraneo, e conoscevano un altro prodotto del mare, la porpora, il colorante più prezioso del mondo antico. Gli storici concordano che il bisso era un tessuto prezioso.



Il libro Periplus Maris Erythraei dal I° secolo AD descrive rotte di navigazione e città portuali tra l'India e l'Africa orientale.
Il libro Periplus Maris Erythraei dal I° secolo AD descrive rotte di navigazione e città portuali tra l'India e l'Africa orientale.
Dal I° al III° secolo dopo Cristo

Il libro Periplus Maris Erythreai, il cui autore è ignoto, data I° secolo dopo Cristo. Si tratta di un manuale per l'importazione e l'esportazione di merci, e descrive le rotte di navigazione e le città portuali tra India ed Africa Orientale. Nel testo compare il termine pinikon, che è interpretato in modo diverso. Si trattava di perle o di un tessuto ricamato con perle? (Kaeuffer 1859). O di bisso marino? (Gilroy 1845, Schrader 1886). Il pinnikon o pinninon - termini che si trovano 800 anni dopo in Sardegna – erano sinonimi?

In un rapporto sul commercio dei tempi antichi, che tratta di esportazione: «von Apologos (città portuale nel sud dell'Iraq, alla bocca del Tigri) nach Indien und Arabien Stoffe aus Faden der Steckmuschel, von der Insel Tapobrane (antico nome di Ceylon) Steckmuscheln...; von Ganges (estuario del fiume in Bangladesh) Steckmuschelseide... » (Schmidt 1924). Anche qui: un sacco di punti interrogativi!

Nel Hou Hanshou, un libro sulla storia della Dinastia Han dal I° al III° secolo, si trova descritto il commercio tra Cina e commercianti romani sulla Via della Seta attraverso intermediari. Si parla di tessuti preziosi da Daqin, l'impero romano: «They also have a fine cloth which some people say is made from the down of ‘water sheep,’ but which is made, in fact, from the cocoons of wild silkworms.» 'Pecore d'acqua' è solo uno dei diversi nomi che sono stati associati con il bisso marino (Ecsedy 1974, McKinley 1998, Boulnois, 2001). John Hill ha analizzato il termine nella sua nuova traduzione del Hou Hanshou. Si basa su nuove fonti e giunge alla conclusione che non si trattava di seta selvaggia, ma di bisso marino (Hill 2009).

Una delle prime testimonianze scritte per l'uso del bisso marino data dal 200 dopo Cristo. Tertulliano, venuto a Roma da Cartagine (Tunisia) ha citato nel suo De Pallio: «Nec fuit satis tunicam pangere et serere, ni etiam piscari vestitum contigisset: nam et de mari vellera, quo mucosae lanusitatis plautiores conchae comant». Oltre alla lana ed al lino, materiali tessili comuni, anche il bisso marino era usato per l'abbigliamento.


Dal IV° al VI° secolo

L'inflazione e il rincaro erano le ragioni per cui l'imperatore romano Diocleziano ordinava nel 301 prezzi massimi per tutti i tipi di beni e servizi. Parti del prezziario sono giunti sino a noi e costituiscono una fonte inesauribile per gli appassionati di storia della vita romana quotidiana. Vari tessuti vengono citati, tra cui la lana marina. Si trattava di bisso marino? (Caputo & Goodchild 1955, Laufer 1971, Giacchero 1974, Reynolds 1981)

Da San Basilio Magno (331-379) conosciamo un sermone in cui parla con ammirazione del vello d'oro della Pinna: «Unde pinnae auream lanam nutriunt, quam insectorum nullus hactenus est imitatus» (Zanetti 1964). Questa citazione è probabilmente l'origine della leggenda che vede nel vello d'oro rubato da Giasone, nella mitologia greca, un tessuto di bisso marino (Abbott 1972). Cole nel 2005 ha pubblicato uno studio dettagliato su questo argomento.


Aquincum, città legionaria romana, l'odierna Budapest oggi.
Aquincum, città legionaria romana, l'odierna Budapest oggi.
Al IV° secolo data l'oggeto più antico, prima prova tangibile che il bisso marino è stato lavorato già nella tarda antichità. Il frammento di tessuto è stato trovato nel 1912 nella tomba di una donna in Aquincum. L'odierna Budapest era una città di fondazione romana sulla frontiera nord-orientale dell'Impero. La collana d'oro e perle di vetro colorato ritrovata sulla mummia suggerisce che si trattava di una personalità di alto rango. Il tessuto proveniva forse dalle province siriane dell’impero? E’ probabile (Maeder 2008). Purtroppo, nel tumulto della Seconda Guerra Mondiale questo frammento è stato perso (Hollendonner 1917, Nagy 1935, Wild 1970).

Costantinopoli, centro dell’Impero Romano d’ Oriente, è noto per il suo lusso raffinato, compreso gli abiti. Lo storico Procopio descrive nell'anno 550, nel suo libro De Aedificiis, le insegne donate a cinque satrapi armeni (governatori) dall'imperatore Giustiniano I°. «Aus Wolle gemachter Mantel, nicht wie die, die von den Schafen herkommt, sondern aus dem Meer gesammelt. Man pflegt die Lebewesen ‚Pinnoi’ zu nennen, aus denen diese Wolle herauswächst».



Ulteriori fonti: Jolowicz 1861, Marquardt 1886, Mommsen e Blümner 1893, Laufer 1915, Pfister 1934, Forbes 1956