Bisso e bisso

Es soll einmal einen chinesischen Weisen gegeben haben, «der die Qualität unserer Welt davon abhängig machte, ob wir für die rechten Dinge die richtigen Wörter finden. Dieser Weise war nämlich der Ansicht, dass das Unglück auf Erden vor allem daher stammt, dass wir für gegebene Realitäten die falschen Wörter benützen.» (Iso Camartin, NZZ vom 4.3.2002)



Perché il termine bisso nell’antichità - e nella Bibbia - non significa bisso marino


Aristotele è talvolta chiamato "padre del bisso marino". Perché? Risale ad una falsa traduzione o, più precisamente ad un errore d’accento, che risale al 15° secolo: un errore molto persistente per la storia del bisso marino.
Nel 3° secolo a.C. Aristotele scrisse una storia di animali, la Historia animalium. Nel libro V 15 descrisse anche la Pinna: «Αἱ δὲ πίνναι ὀρθαὶ φύονται ἐκ τοῦ βυσσοῦ ἐν τοῖς ἀμμώδεσι καὶ βορβορώδεσιν». Willem van Moerbeke (1215 circa-1286), domenicano fiammingo e traduttore importante di scritture antiche, traduce correttamente nel 13° secolo: «Pinnae rectae nascuntur ex fundo in arenosis ...» (Le pinne crescono erette dalle profondità ... ); ὁ βυσσός - di sesso maschile, con l’accento sulla seconda sillaba - è la profondità (van der Feen 1949, Turner e Rosewater 1958).
200 anni più tardi Teodoro Gaza (1400 circa-1475), un umanista di Bisanzio che visse in Italia, scrive una nuova traduzione del libro di Aristotele. Cambiò notevolmente il testo di Aristotele, perché era convinto che “a translator of Aristotle must first do his best to restore the text to the form the philosopher had originally given it, and to do so he will have to make substantial changes ad mentem Aristotelis“ (Beullens e Gotthelf 2007). In pratica Gaza intendeva dire che per migliorare Aristotele bisognava in qualche modo apportare delle modifiche sostanziali, ma il suo intento, al momento, non ebbe molto successo. Traduceva la stessa frase: «Pinnae erectae locis arenosis coenosisque ex bysso ...», (... la Pinna cresce eretta dal suo bisso ...); ἡ βύσσος - femmina, con l'accento sulla prima sillaba – che vuol dire fibre fini o lino. Così è nato il termine zoologico bisso.

La traduzione di Gaza dell’Historia animalium di Aristotele apparsa, successivamente, nel 1476 a Venezia ebbe un successo immediato - superando in importanza tutte le traduzioni precedenti. La versione di Moerbeke venne stampata, solo in parte, nel 1908 quando la traduzione di Gaza, invece, già alla fine del 16° secolo aveva avuto più di 40 edizioni. Da quel momento il termine bisso, che già nel antichità era ambiguo - lino? cotone? seta? – assumeva l’ulteriore aspetto di una fibra animale di bivalvi ed è stato quindi trasferito al prodotto tessile, il bisso marino, seppur nel linguaggio degli antichi (Laufer 1915) la parola bisso non veniva utilizzata.
Il termine bisso nelle fonti scritte prima del 1500 non ha pertanto nulla a che fare con la fibra dei bivalvi – e così nulla con il bisso marino. Si evvince, quindi, che il termine bisso nella Bibbia non aveva niente a che fare con il bisso marino.

È certo, comunque, che il bisso marino era conosciuto nei tempi antichi, ma non veniva mai chiamato bisso. «From these filaments, textiles can be obtained, they are mentioned in Greek texts from the 2nd cent. AD; ... but they are never called ,byssus» (Pelliot 1959). Principalmente era parafrasato. In ogni caso, fino ad oggi non esiste un testo classico dove il termine byssus in latino o βύσσος in greco appaia in relazione a un prodotto tessile di un mollusco o del mare.



Diamo uno sguardo ad alcuni libri specialistici sul tessile ed enciclopedie d’arte per avere un'idea delle difficoltà concettuali. Il più importante, sicuramente, è

Del bombice e del bisso degli antichi, Fabbroni 1782

p. 12: «Si rileva principalmente dalla lettura del più antico dei Libri, vale a dire dalla Sacra Scrittura, che fino dai più remoti tempi, formavansi di Bisso le vesti più pregevoli e preziose, e destinate in principio soltanto per la pompa dei Regi, nei grandi avvenimenti, adoprato per ornamenti Religiosi, o per solenni Trionfi: Moisè adoprò delle sottilissime tende di Bisso per ornare, e coprire il Tabernacolo dai Capitelli fino alle basi; (a) di Bisso avean gl'ornamenti i Sacerdoti ed i leviti; e Mardocheo nel giorno del suo Trionfo comparve decorato di una vesta di Bisso. (b) Ma che cosa era il Bisso? Era egli il Lino, come lo vuole la piupparte degli interpreti? era egli la Seta, già conosciuta agli Antichi, come lo dicono varj Critici? Era egli l'Asbesto, come lo ha sospettato qualcuno? Era egli il Cotone, come lo vuole l'eruditissimo Forster? Era egli il pelo della Pinna Marina? Era egli in fine una cosa diversa da tutte queste, e forse adesso negletta e perduta» ...
p. 17: «Tale mancanza di una rigorosa precisione tanto necessaria nelle traduzioni, cioè di sostituire, senza darne ragione, un solo nome a due nomi tanto distinti nel suono, ha portata la massima confusione nel significato di questa voce, e lascia in dubbio per fino, se indicassero o materia, o forma, o colore; se fossero due diversi cose egualmente preziose, o una sola. ... dobbiam noi intender dunque par Bisso, una particolar materia, o un particolar colore?»
p. 24: «Filostrato, e 1'Eustatio ( a ) asseriscono, che il Bisso nascea su gl'Alberi; e questa circostanza è ben lontana, anzi contraria al carattere del vero lino; e distrugge assolutamente l'opinione tenuta da alcuni, che potesse essere l'Asbesto, o pure, la lana della Pinna Marina. Quest' ultima opinione ebbe probabilmente origine dall' aver veduto, che Aristotile chiamò Bisso il filo lucido con cui questa Conchiglia si fissa sugli scogli; ma lei non lo fece certamente, se non che per pura rassomiglianza, come per egual ragione noi lo chiamiamo seta.»


Delle Porpore e delle materie vestiarie presso gli antichi, Rosa 1786

«... il risplendente e preziosissimo Bisso di varie specie e bellezze e terrestre e marino...
Alle quali preziosità e mollezze noi non abbiamo da contrapporre che la Vigogna, e qualche altro pelo che pochi animali ci somministrano, come quel del Castoro e dell' Astura (la Pinna nobilis), che è appunto il bisso marino dell' Aldrovandi, materie tutte o di poco uso o di carissimo prezzo.»



Dizionario delle origini, invenzioni e scoperte nelle arti, nelle scienze, nella geografia, nel commercio, nell'agricoltura .... 1828

BISSO. Tela o panno finissimo, preziosissimo, molle, delicato che usavano gli antichi. E' opinione di alcuni che il bisso propriamente fosse un lino fluissimo e sottilissimo dell'Indie e dell'Egitto, di cui facevansi le vesti più nobili, più pregiate.
Siccome poi tali vesti erano spesso colorite di porpora, perchè questo era il più stimato fra tutti i colori, da alcuni fu nominato bisso anche lo stesso colore di porpora.
Diversa fu in Italia anticamente la applicazione e l'intelligenza di questo vocabolo. Il Sacchetti nominò bisso una camicia di lino sottilissima. Fra Giordano accenna un lino di cui si fa il bisso, che è pannolino nobilissimo: ma nei Morali di s. Gregorio si parla del cocco e del bisso, come tintura, e questa paragonata alla carità, acciò che sia perfetta, dicesi convenire che sia tinta due volte.
Bisso marino chiamasi dai naturalisti la seta della pinna marina, detta anche naccherone, colla quale, non altro da principio che materia glutinosa, quel testaceo si attacca agli scogli. Per questo in alcuni luoghi quel bisso si nomina pelo di nacchera, e su le coste della Dalmazia e anche in qualche porto d'Italia pelo d'ostura. Se ne fila una discreta quantità sulle coste appunto dell'Adriatico, e se ne fanno varj lavori, come guanti, calze, ecc. dei quali si esercita qualche traffico, massime a Zara, a Taranto e anche nella Sicilia. ...
Tornando al bisso nel primo significato da noi espresso, alcuni scrittori fanno le maraviglie, perchè quel nome sia lo stesso in ebraico, in greco, in latino, in francese, e aggiugnere potevasi in inglese e in italiano, senza che precisamente si conosca qual cosa indicata fosse da quel vocabolo. Noto è soltanto che cosi nominavasi la materia, che serviva al tessuto degli abiti più sfarzosi, e a lungo se ne parla nella Scrittura Sacra e nei classici autori greci e latini.
Il Goguet osserva, che tutti a un dipresso i commentatori della Scrittura tradussero nella parola bisso il vocabolo ebraico, di cui nei libri mosaici si fa uso per indicare la veste o la stoffa, di cui Faraone ordinò che Giuseppe fosse rivestito.
Ma quale era dunque la materia che allora nominavasi bisso? Alcuni sono d'avviso, che questa sia quella specie di seta di un giallo bruno dorato, colla quale le grandi pinne marine si attaccano agli scogli, e che vedesi attaccata quasi a guisa di frangia alle loro conchiglie, staccate a viva forza da quegli scogli. Di questo avviso mostrasi l'inglese Forster, che recentemente ha scritto un lungo trattato del bisso.
Altri opinano, che il bisso fosse una specie di lino finissimo che traveasi dall'Egitto o dalla Giudea. Altri finalmente pretesero che il bisso degli antichi altro non fosse, se non che la materia da noi in oggi conosciuta sotto il nome di cotone.
Polluce sembra in qualche parte confermare quest'ultima sentenza, perchè dice che il bisso derivava da una specie di noce crescente nell'Egitto; quella noce dic'egli, aprivasi, e se ne traeva la sostanza che si filava per formarne le vesti.
Filostrato sembra anch'egli confermare l'avviso di coloro che stanno per il cotone; egli dice che il bisso si estraeva da una specie di noce bruna, che nasceva sopra di un piccolo arbusto.
Il Goguet mostrasi compiutamente persuaso, che il bisso di cui Faraone fece rivestire Giuseppe, fosse il cotone odierno, e si studia provare col consenso degli autori classici, che le vesti di cotone erano in uso assai anticamente, e in partirolar modo nell'Egitto, riserbate però alle persone più distinte. Egli si appoggia ancora a qualche passaggio della storia naturale di Plinio.


Vocabolario sardo-italiano e italiano-sardo, coll'aggiunta dei proverbj sardi, Giovanni Spano, 1851

BISSO, sm. Mer. cambrai. Linu finissimu de sos antigos.


Dizionario della Lingua Italiana da Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini, 1861-1879

BISSO. S. m. Gr. Byssos (gr.). Tela finissima, molle, delicata, che usavano gli antichi. È in Apul. - Franc. Sacch. Op. div. (Mt.) Bisso era la camicia di lino sottilisssima. Fr. Giord. Pred. S. (C) Imperocchè di quel lino si fa il bisso, che è panno lino nobilissimo. Mor. S. Greg. Ch'è per lo cocco e bisso, se non la carità? la quale, acciocchè sia perfetta, conviene che sia tinta due volte. Menz. Sat. 2. (Mt.) Or chi giaceva in bisso, in sterco sieda. Ros. Sut. 3. D'attortigliati bissi il capo avvolto.
2. Per estens. si dice anche, nello stil nobile e poetico, di certe Mussoline finissime d'India, Parin Vesp. in Parin. Op. 1. 167. (Gh.) Con lieve Bisso il madido fronte a lui tergendo.
3. (Zool.) Bisso marino chiamano i naturalisti la Seta del naccherone, che anco dicesi Pelo di nacchera. (Mt.)



Vocabolario degli accademici della Crusca, vol 2, 5° edizione (1863-1923)
BISSO. Sost. masc. Sorta di tela di lino assai fine, e di tessuto rado, che oggidì serve specialmente a fare alcune delle vesti sacerdotali. Dal lat. byssus, e questo dal gr. βύσσος. - Fr. Giord. Pred. S: Imperocchè di quel lino si fa il bisso, che è panno lino nobilissimo. Sacch. Op. dic. 51: Bisso era la camicia di lino sottilissima. Soder. Cult. Ort. 160: Pausania scrive non nascere il bisso in altra parte che in Elide di Grecia, di tanta sottigliezza che non cede al bisso di Giudea. Baldell. F. Filostr. 132: Dicesi che il bisso vien prodotto da un arbore che è per l'altezza sua pari all'opio, e che ha le foglie che somigliano le foglie del salce.
§ I. E in locuz figurata. - Borgh. S. Tertull. 878: Vestitevi della seta della bontà, del bisso della santità, della porpora dell' onestà.
§ II. Bisso poeticam. dicesi ora per Mussolina finissima o altro simile tessuto. - Crudel. Rim. 67: Biacheggiante di trinoso Bisso sotto verde manto, Lascia il coro strepitoso E il solenne augusto cauto. Parin. Poes. 114: Con lieve Bisso il madido fronte a lui tergendo, E l'aurette agitando, il tardo sonno Inviterai. Fosc. Poes. 168: O quando l'arpa adorni, E co'novelli numeri, E co'molli contorni Delle forme, che facil Bisso seconda.


Vocabolario etimologico italiano, Francesco Zambaldi, 1889
Bisso sm. tela finissima degli antichi; gr. byssós, lt. byssus, parola egizia, ma forse d'origine indiana.


Grande dizionario della lingua italiana, Battaglia, vol. 2, 1969-
Preziosa tela di lino, di colore giallo (usata dagli antichi per abiti ricchi e fastosi). - Per estens.: tessuto fine e delicato, di particolare candore (specialmente di seta). …
2. Fascio di filamenti.... (e può essere tessuto in una stoffa morbida e delicata, di colore bruno dorato, che ha l'apparenza della seta.



Oeconomische Encyclopädie oder allgemeines System der Staats-Stadt-Haus-u.Landwirthschaft, von Johann Georg Krünitz, Band 18, Berlin 1779
Oeconomische Encyclopädie oder allgemeines System der Staats-Stadt-Haus-u.Landwirthschaft, von Johann Georg Krünitz, Band 18, Berlin 1779
Vediamo che cosa dicono vocabolari, lessici, enciclopedie in altre lingue:

Universal-Lexicon, Zedler 1741
«Byssus … eine Art sehr reines und zartes Flachses, so in Indien und Egypten wächset, daraus vor Zeiten kostbare Kleider gemacht worden.»
Con il termine pinna, invece, viene così spiegato il bisso della conchiglia:
«Diese Seide [dunque bisso marino, ma non viene ancora chiamato così!] wird abgenommen, gesponnen und Strümpffe, auch andere dergleichen Kleidungen daraus gemacht.»


Krünitz, Oekonomische Encyclopädie, Band 7, 1776

«Byssus, Fr. Bysse, nannten die Alten eine gewisse kostbare Materie, woraus Zeuge zu allerley Kleidungsstücken für die Vornehmen und Reichen, insonderheit auch für die Damen und Priester, gewebt wurden. … Worinn aber die Materie des Byssus eigentlich bestanden habe, das scheint man seit vielen Jahrhunderten nicht mehr zu wissen. Einige nennen sie eine wahre Seide; Andre, eine Seide von der Pinne marine, oder von der Perlenauster; Andre, den schönsten ägyptischen Flachs; Andre, eine sehr feine Baum=Wolle; noch Andre leiten sie aus dem Mineralreich her. Die wahrscheinlichste Meinung ist vieleicht die, welche der Chevalier de Jaucourt in der Encyclopédie [di Diderot e d'Alembert] äussert, daß Byssus ein generischer Name gewesen, womit die Alten allerlei Arten kostbarer Materien zu feinen Kleidungsstücken, bezeichnet hätten.»

Il termine bisso marino appare per la prima volta in Krünitz solo al 98o tomo del 1805: dapprima in generale con il termine conchiglia, dettagliatamente poi nel capitolo XIV sotto pinna, pinna nobile: «Unten befindet sich ein Bart von schwarzgrünen Haren, welcher der Byssus der Alten ist,» seguito dall’annotazione: «Andere verstehen unter Byssus der Alten die Baumwolle.» Questa opinione viene contraddetta poche pagine dopo «… findet man Nachrichten, dass schon die Alten sich dieser Seide [si intende il bisso marino] zu Kleidungen bedient haben, wiewohl es ausgemacht ist, dass man vordem in Aegypten unter dem Worte Byssus die Baumwolle und nicht diese Seide verstanden habe, denn Julius Pollux [uno studioso greco del II secolo] macht uns von dem Byssus und dessen Entstehung eine Beschreibung, welche sich allein auf die Baumwolle, und weder auf den Flachs noch auf die Muschel-, noch auf die andere Seide anwenden lässt.»



Herders Conversations-Lexikon, Band 1, 1854
«Byssus: (byssum)
1. die feinsste weisse Baumwolle der Indier u. Aegypter, aus mehreren Arten des Gossypium gewonnen, der hebräischen u. noch mehr der in Elis und Achaja gewonnenen vorgezogen;
2. Webestoff, welcher aus den langen, ausnehmend feinen Barthaaren der zum Geschlecht der Ostracea gehörenden See- od. Steckmuschel (pinna marina) gewonnen wurde; auch heut zu Tage verfertigt man aus dieser Muschelseide ausserordentlich feine Gewebe. Im Alterthum bedeutet B. Prachtgewänder, Priesterkleidung und wird in der Bibel stets neben den kostbarsten Zeugen genannt, (fälschlich mit ‚köstlicher Leinwand’ oder ‚weisser Seide’ übersetzt).»



Dictionnaire général des tissus anciens et modernes: ouvrage où sont indiquées et classées toutes les espèces de tissus connues jusqu'à ce jour soit en France, soit à l'étranger, notamment dans l'Inde, la Chine, etc., etc., avec l'explication abrégée des moyens de fabrication et l'entente des matières, nature et apprêt, applicables à chaque tissu en particulier, Bezon & Lorrain 1863
«Tissus d'ablaque (ou byssus de pinne-marine): On appelle ablaque dans le langage commercial, le byssus de la pinne-marine (voir pour le byssus des anciens, l'Introduction au Dictionnaire des Tissus, pages XLVIII et XLIX). On désigne sous le nom de byssus une étoffe de filaments qui proviennent de certains mollusques. Celui de la pinne-marine est très long, très fin; son moelleux et son brillant lui donnent une grande ressemblance avec la soie. La pinne-marine est nommée coquille porte-soie par Aristote, qui signalait dans le byssus de ce mollusque une fibre textile.»


Dictionnaire encyclopédique et biographique de l'industrie et des arts industriels, Lami & Tharel 1881

«BYSSUS. On désigne sous ce nom, ou encore sous celui de soie de mer, une matière textile..... On estime la production totale annuelle de byssus à environ 200 kg. Les moules, les filaments et les produits de leur mise en oeuvre ont été exposés en 1878.»


Die textilen Byssus-Reliquien des christlichen Abendlandes, aufbewahrt in den Kirchen zu Köln, Aachen, Cornelimünster, Mainz und Prag, Bock 1895

«Es ist also der Byssus des Altertums und des frühen Mittelalters nicht zu den Seidenstoffen, sondern zu den Leinengeweben zu rechnen.» Nessuna indicazione di bisso marino.


Handwörterbuch der Textilkunde aller Zeiten und Völker, Heiden 1904

«Byssus ... durchschimmernde Gewebe verschiedener Feinheit aus weissen und gelblichen Leinenfäden.... Der Alexandrinische B. fand vorzugsweise als sudarium (suaire) zur Umhüllung des Hauptes hoher Verstorbener Verwendung. Die Zartheit des Gewebes gestattete es, die Züge des Verstorbenen zu erkennnen....»
«Muschelseide, Lana penna, auch Pinna marina (ital.: Bisso, bissus, lana-pesce, pelo di nacchera, pelo d'astura) sind die glänzenden, seidenartigen Fäden mehrerer Gattungen Seemuscheln, wie Kammmuschel, Pecten, Miesmuschel, Mytilus u.s.w., die mit 4-6 cm langen Haarbüscheln (Byssus) im Meere sich an die Felsen ansetzen. Die nützlichste Muschel dieser Gattungen ist die sogen. Steckmuschel oder Schinkenmuschel (Pinna nobilis L.), auch Seidenmuschel, Holstenmuschel und Pistolenholster. Die Fäden werden nach gehöriger Reinigung verarbeitet. Die Anwendung der Steckmuschel für Webereizwecke war schon im Altertum bekannt: besonders zur Herstellung von Reitermänteln; die feinsten Muschelseidengewebe wurden in Indien angefertigt und dann nach Griechenland gebracht; die Araber nannten die Muschelseide Meereswolle.»



Textil-Lexikon, Glafey 1937
«Byssus, ein leichter, feinfädiger, mit grossen Poren versehener Hemdenstoff. Kette und Schuss ist bester Mako-Baumwollzwirn. .... Byssus oder Muschelseide ist ferner die Bezeichnung für den olivenbraunen, sehr widerstandsfähigen, seidenglänzenden Faserbart einer im Mittelländischen Meer lebenden Steckmuschel. .... »
«Muschelseide. Aus etwa 5 cm langen, glänzenden braunen, seidenartigen Haarbüscheln von im Mittelmeer lebenden Seemuscheln gesponnener Faden.»



Reallexikon zur deutschen Kunstgeschichte 1954
«Byssus: B. ... ist ein durchsichtiges, ungefärbtes Gewebe von verschiedener, besonders feiner Textur. Die Faser wird aus einer im östlichen Mittlmeerraum wachsenden Pflanze gewonnen. Die Bezeichnung Byssus wird fälschlicherweise oft auf Muschelseide angewendet, eine Seide, die aus dem Bart einer Meeresmuschel hergestellt wird....»


Grosses Textil-Lexikon, Koch & Satlow 1965/66

Byssus:
1. «Historische Bezeichnung für schleierartige Gewebe, die aus besonders feinen Flachsqualitäten erzeugt wurden... Gewebe aus der feinsten Qualität dieses Flachses, die auch noch im klassischen Altertum und in frühen christlichen Zeiten gearbeitet wurden, sind als alexandrinischer B. bekannt.» Si menziona anche il bisso siriano o antiochena: «Die Verwendung dieser Materialien für Schleiergewebe beschränkte sich nicht auf Ägypten und Syrien; durch Karawanen überbracht, wurden sie auf orientalischen Märkten gehandelt.»
2. «Das in Fadenform erstarrte Sekret bestimmter Muscheln, besonders der Pinna-Arten, das als B.-Schopf - aus einer Vielzahl feiner, 20 - 50cm (!) langer Fäden bestehend... Die Fäden wurden früher (auch schon im Altertum) in grösserem Umfang gewonnen und verarbeitet (s. Muschelseide, die deshalb auch B.-Seide genannt wurde).»
Segue il corollario: «Verwechslungen mit dem Begriff unter 1 sind möglich.»

La figura nell'articolo, tra il punto 1 e il punto 2, mostra un «Modeldruck auf Byssus aus dem spätantiken Alexandria (4. Jahrh.)» della Collezione di tessuti Krefeld. L’unica indicazione bibliografica è inoltre Bock 1895.
Bisso marino (Byssusseide): «seidige Fasern des Byssusschopfes der gemeinen Steckmuschel Pinna nobilis L. (auch Schinkenmuschel genannt) und einiger anderer Pinna-Arten ... Gewonnen wurden die Steckmuscheln schon seit alters her vorwiegend in Italien, besonders in Tarent und Sizilien ... Die Verarbeitung der Muschelfasern zu Gespinsten und Geweben war im Altertum wie auch im Mittelalter stärker verbreitet.» L'unica indicazione bibliografica è inoltre Brühl 1933.


A history of textile art, Geijer 1979
«Mention is sometimes made in historical texts of textile fibres which have proved hard to identify, and which are centainly not related to the common principal species.... Pinna marina, or squamosa, is the name for certain mussel species living in temperate sea water, especially in the Mediterranean and off the coast of India. The mussel clings to underwater rocks by means of long tufts of hair growing out of its shell. After they have been cleaned, these tufts make a lustrous spinning material which was used even in prehistoric times for weaving fine fabrics. Arab merchants called this material 'sea-wool'.»


Brockhaus Enzyklopädie in 20 Bänden, 17. Aufl., 1967

«Byssus (grch.)
1. faserförmiges Spinnbündel aus dem Sekret der B.-Drüse vieler Muschelarten, dient den Tieren zur Befestigung am Untergrund, wurde seit dem Altertum als Muschelseide gewonnen und zu durchsichtigem, naturfarbigem Gewebe verarbeitet. Schon griech. und röm. Schriftsteller hielten es für Seide.
2. Gewebe aus feinen Leinenfäden....
3. ein feinfädiger Netzhemdenstoff...»



Enzyklopädie der Antike, Neuer Pauly, Band 2, 1997

«Byssus (βύσσος). Pflanzliche und tierische Fasern, die zu weitgehend durchsichtigen Gewändern (βύσσινος, βύσσινον) verarbeitet wurden. Dies sind vor allem wohl linum (λίνον, Lein, Flachs), später Samenhaare der Baumwolle … aber auch Fasern von Pilzen und Flechten. Auch die heute noch als B. bezeichneten Haftfasern im Meeresboden festsitzender Muscheln … waren Lieferanten für … Fasern zur Anfertigung von Stricken, Strümpfen oder Handschuhen.»